NORMA UNI,
Pubblicata la norma UNI 11366 sulla "Sicurezza nelle attività subacqueed iperbariche industriali"

Sul sito http://www.uni.com è pubblicata la Norma 11366.
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CAMERA DEI DEPUTATI - XVI LEGISLATURA

XI Commissione permanente
(Lavoro pubblico e privato)

XI Commissione - Resoconto di mercoledì 11 marzo 2009

SEDE REFERENTE
Mercoledì 11 marzo 2009. - Presidenza del presidente Stefano SAGLIA.
La seduta comincia alle 15.15.
Disciplina delle attività subacquee e iperbariche.
C. 344 Bellotti.
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Aldo DI BIAGIO (PdL), relatore, osserva che la proposta di legge n. 344 è volta a disciplinare - ponendo ordine in maniera completa e adeguata alla relativa normativa - una categoria di lavoratori sottoposti a condizioni di attività e operazioni usuranti; infatti, le disposizioni in esame intendono definire lo svolgimento delle attività subacquee ed iperbariche, dettando la legislazione di principio ed individuando gli obblighi posti in capo agli operatori e alle imprese. Fa presente, quindi, che il provvedimento riproduce, in ampia misura, il testo di altre proposte di legge discusse nelle passate legislature: la proposta di legge in esame si compone di 25 articoli, suddivisi in quattro Capi.
Rileva che il Capo I definisce l'oggetto e la finalità del provvedimento e l'ambito di applicazione, delimitando il concetto di «attività subacquee» distinte in due differenti settori (lavori subacquei ed iperbarici, servizi subacquei di carattere turistico-ricreativo); il Capo II, con riferimento ai lavori subacquei ed iperbarici, disciplina l'attività degli operatori subacquei ed iperbarici e delle imprese subacquee ed iperbariche.
Osserva che, in primo luogo, si prevede l'istituzione di elenchi e l'introduzione di specifici documenti per la regolamentazione e il controllo dei diversi profili delle attività del settore. In particolare, viene istituito anzitutto l'elenco regionale degli operatori subacquei ed iperbarici professionali, presso gli assessorati competenti delle singole regioni, con la possibilità per l'operatore iscritto in una regione di effettuare lavori subacquei su tutto il territorio nazionale e dell'Unione europea (articolo 4). L'elenco è articolato in qualifiche professionali (articolo 5). L'iscrizione all'elenco diviene requisito necessario per l'esercizio di attività professionali di operatore subacqueo e iperbarico.
Al riguardo, evidenzia l'opportunità di valutare la disposizione alla luce della costante giurisprudenza dell'Autorità antitrust, la quale in varie occasioni ha ribadito che la previsione dell'iscrizione ad albi, registri o elenchi quale condizione per l'esercizio di una professione configura, di norma, una indebita restrizione della concorrenza. Ricorda, peraltro, che il provvedimento dispone anche la creazione dell'elenco regionale delle imprese subacquee ed iperbariche, presso gli assessorati competenti delle singole regioni (articolo 7), con la possibilità per l'impresa iscritta in una regione di effettuare lavori subacquei su tutto il territorio nazionale e dell'Unione europea, nonché del registro delle attrezzature e degli equipaggiamenti usati nelle attività subacquee dalle imprese (articolo 9, comma 2) e del libretto individuale degli operatori subacquei ed iperbarici, dove devono essere annotati l'idoneità medica, eventuali infortuni e le immersioni effettuate (articolo 10).
Fa presente che, in secondo luogo, si provvede all'individuazione dei requisiti di istruzione e formazione e dell'idoneità medica per svolgere l'attività di operatore subacqueo ed iperbarico e dei requisiti di sicurezza e qualità delle imprese subacquee ed iperbariche, in sede di prima applicazione della legge e a regime. A regime, gli «operatori subacquei ed iperbarici», per essere iscritti nell'elenco regionale di cui all'articolo 4, devono essere in possesso, tra l'altro, del certificato di abilitazione professionale rilasciato da istituti legalmente riconosciuti e dell'idoneità psico-attitudinale, attestata da apposito certificato medico rilasciato da medici specializzati (articolo 6). In sede di prima applicazione della legge, possono iscriversi all'elenco regionale tutti gli operatori subacquei ed iperbarici che, entro sei mesi dalla data di istituzione dell'elenco, dimostrino di possedere una specifica professionalità documentata attraverso al presentazione del libretto individuale (articolo 12, comma 1).
Segnala, inoltre, che a regime possono essere iscritte nell'elenco regionale di cui all'articolo 7 le imprese che posseggano appositi requisiti di sicurezza e di qualità e che abbiano stipulato una polizza di assicurazione per responsabilità civile a copertura dei rischi derivanti ai lavoratori e ai terzi dalle attività subacquee ed iperbariche (articolo 7). Al contempo, si prevede che in sede di prima applicazione della legge le imprese potranno continuare ad operare sino a dodici mesi dall'istituzione dell'elenco di cui all'articolo 7, anche se non iscritte; inoltre possono ottenere l'iscrizione nell'elenco le imprese che - come sembrerebbe, indipendentemente dai requisiti di cui all'articolo 7 - dimostrino di aver operato in modo prevalente, per almeno tre anni, nel settore dei lavori subacquei ed iperbarici (articolo 12, commi 2 e 3).
Infine, rileva che il provvedimento introduce norme per la sicurezza degli operatori nello svolgimento di attività subacquee ed iperbariche, prevedendo la certificazione medica dello stato di salute dell'operatore (articolo 6, comma 1, lettera e), l'obbligo per le imprese subacquee ed iperbariche di accertare che l'attività lavorativa sia svolta nel rispetto delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro (articolo 8, comma 1) e l'obbligo in capo agli operatori subacquei ed iperbarici (sia imprenditori sia lavoratori dipendenti) di frequentare corsi di aggiornamento teorico pratico con particolare riguardo alle tecniche di supporto cardio-circolatorio e nell'ambito della sicurezza (articolo 8, comma 2).
Sottolinea, poi, che il Capo III disciplina i servizi subacquei turistico-ricreativi. In tale ambito, l'articolo 14, con riferimento a tali servizi, definisce: le immersioni subacquee a scopo turistico-ricreativo, escludendo dall'applicazione del provvedimento le attività subacquee di tipo agonistico; il brevetto subacqueo; l'istruttore subacqueo; la guida subacquea; i centri di immersione e di addestramento; le organizzazioni didattiche subacquee. Al contempo, l'articolo 15 prevede l'istituzione degli elenchi regionali degli operatori subacquei del settore turistico ricreativo, suddiviso nelle seguenti sezioni: istruttori subacquei; guide subacquee; centri di immersione e di addestramento; enti no profit.
Osserva che l'articolo 16 disciplina l'attività degli istruttori subacquei e delle guide subacquee, subordinandola all'iscrizione nell'elenco regionale apposito. A tal fine, gli istruttori e le guide devono essere in possesso, tra l'altro, di un brevetto apposito rilasciato, al termine di un apposito corso, da una delle organizzazioni didattiche di cui all'articolo 19, di una copertura assicurativa per i rischi derivanti alle persone dalla partecipazione alle attività subacquee, dell'idoneità medica attestata da apposito certificato medico specialistico.
Fa presente, altresì, che l'articolo 17 detta i requisiti per l'esercizio dell'attività dei centri di immersione e di addestramento, subordinandola all'iscrizione nell'elenco regionale. A questo scopo, i centri devono essere in possesso, tra l'altro, della disponibilità di attrezzature specifiche per le immersioni, conformi alle normative europee e in perfetto stato di funzionamento e di attrezzature di primo soccorso. I centri sono inoltre tenuti a stipulare apposita polizza assicurativa per incidenti connessi alle attività svolte. Inoltre, i centri devono avvalersi, per la propria attività, esclusivamente degli istruttori e delle guide iscritti in uno degli elenchi regionali. Ricorda, inoltre, che l'articolo 18 prevede che anche le associazioni no profit possano svolgere attività di centro di immersione in modo continuativo, purché iscritte nell'apposito elenco regionale (a tal fine devono essere in possesso, tra l'altro, di attrezzature specifiche per le immersioni, di attrezzature di primo soccorso e di una copertura assicurativa). Osserva quindi che, anche con riferimento all'obbligo di iscrizione negli elenchi regionali previsti dai summenzionati articoli 17, 18 e 19, andrebbe valutata la problematicità con riferimento alla costante giurisprudenza dell'Autorità antitrust, la quale in varie occasioni ha ribadito che la previsione dell'iscrizione ad albi, registri o elenchi quale condizione per l'esercizio di una professione configura, di norma, una indebita restrizione della concorrenza.
Si sofferma, infine, sull'articolo 19, che prevede l'istituzione dell'elenco nazionale delle organizzazioni didattiche per le attività subacquee del settore turistico ricreativo, a cui è riservato il rilascio del brevetto di istruttore o di guida subacquea, nonché sull'articolo 20, che dispone in merito all'uso delle denominazioni. Rileva poi che: l'articolo 21 prevede che le attrezzature usate nell'attività subacquea devono rispondere a determinati standard di sicurezza ed affidabilità e, a tal fine, prevede l'obbligo di tenere un apposito registro; l'articolo 22 istituisce il libretto individuale di immersione degli istruttori e delle guide, dove annotare le immersioni effettuate; l'articolo 23 dispone in merito alla disciplina transitoria per i servizi subacquei turistico-ricreativi, mentre il capo IV detta le disposizioni finali, stabilendo che il provvedimento non deve determinare oneri per la finanza pubblica (articolo 24) e disponendo in merito all'entrata in vigore del provvedimento (articolo 25).
Stefano SAGLIA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.


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INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL SENATORE ANDREA MARCUCCI IN RIFERIMENTO ALLA MORTE DEL SOMMOZZATORE ALESSANDRO CUPPINI.

Con riferimento alla morte del sommozzatore Alessandro Cuppini avvenuta in un cantiere di lavoro subacqueo in prossimità di una diga Enel nel fiume Brembo (Bergamo) il senatore Andrea Marcucci, su sollecitazione e richiesta di AISI,  ha presentato una interrogazione parlamentare il quale testo è leggibile al seguente link: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=333887

Altre iniziative sono in essere per fare in modo che le procedure operative di buona norma e gli standard di sicurezza siano EFFETTIVAMENTE  adottate dai commissionari soprattutto in merito all’effettivo controllo sui requisiti strutturali, del personale e procedurali che le aziende devono avere e mettere in pratica per eseguire e realizzare interventi di lavori subacquei.

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NUOVA SCUOLA OTS e CORSO ROV A CARRARA

In base alla Determinazione Dirigenziale n.°2530 del 15/07/2008 del settore Formazione Professionale della Provincia di Massa Carrara si conferisce alla Agenzia Formativa Target Eight (codice di accreditamento ai sensi DGR 436/03 n. 632) il riconoscimento per la realizzazione del corso di qualifica ADDETTO OPERATORE TECNICO SUBACQUEO.

Il corso è realizzato su iniziativa della CNS (Cooperativa Nazionale Sommozzatori) di Avenza (MS), azienda fra le più rappresentative del panorama del diving industriale italiano impegnata da decenni in lavori subacquei al servizio dell’industria petrolifera in molti siti internazionali.

All’iniziativa prendono parte attiva, oltre l’Agenzia Target Eight, che mette a disposizione il suo know now, la sua grande esperienza formativa e logistica, il Centro Formazione Offshore di Ravenna, struttura giovane ma che vanta il supporto e l’esperienza ultradecennale di istruttori diving professionisti. Daranno il loro supporto logistico ed operativo istituzioni come la Guardia Costiera di Carrara i cui ufficiali prenderanno parte attiva al corpo docente con lezioni riguardanti specifiche materie sulla leggi e norme sulla tematiche della navigazione ed il lavoro in ambiti portuali e offshore. Partecipano alla realizzazione del corso, inoltre, la Fondazione Marenostrum di Carrara con la segreteria dei docenti mentre ad AISI (Associazione Imprese Suacquee Italiane) è affidato il compito di coordinare le risorse umane in campo ed il profilo didattico del corso.

Il ruolo di AISI è inoltre quello di essere un “ponte” fra le aziende diving e la formazione professionale di settore in modo da fornire alle aziende le risorse umane in grado di assolvere EFFETTIVAMENTE alle necessità operative. E nel contempo quello di incentivare l’inserimento di giovani leve in un mercato del lavoro in ascesa e di sicuro interesse professionale per giovani in cerca di una occupazione certamente fuori dagli schemi ma di sicuro interesse professionale ed umano.

Il corso per la formazione OTS è organizzato, dalla Target Eight, agenzia formativa riconosciuta dall’amministrazione provinciale, per venti allievi/e di età superiore ai 18 anni, con istruzione di primo ciclo e in possesso di un libretto subacqueo, minimo di primo livello. La scuola OTS sarà articolata in più moduli con lezioni teoriche e pratiche, per fornire ai giovani allievi un bagaglio di conoscenze e competenze come futuri operatori tecnico subacquei di alto livello, in grado di inserirsi rapidamente nel mercato del lavoro internazionale. L’operatore tecnico subacqueo è un sommozzatore altamente specializzato e tecnicamente preparato per ogni genere di lavoro subacqueo: impianti portuali, lavoro in piattaforma, condotte sottomarine, recupero archeologico o  monitoraggio ambientale. Si tratta di una tipologia di lavoro che richiede una grande professionalità e competenza fuori e dentro l’acqua.

Il corso per piloti ROV, invece, permette ai giovani di entrare nel mondo della robotica sottomarina. I robot oggi svolgono un ruolo essenziale nelle operazioni in alto fondale, nelle acque inquinate o pericolose. Questi robot permettono azioni fino a pochi anni fa impensabili e per questo è necessario un personale adeguato e perfettamente formato. Al corso potranno iscriversi sei allievi che, dopo due settimane di formazione ad altissimo livello, saranno in grado di pilotare qualsiasi tipo di ROV. Il corso è supportato da CNS (Cooperativa Nazionale Sommozzatori) di Avenza, azienda leader mondiale nel settore per l’industria sottomarina petrolifera e da GEI (Global Electric Italia) ditta produttrice ROV. Alla conclusione del corso, i neo-operatori ROV potranno entrare all’interno di un virtuoso settore di nicchia, capace di produrre un elevato reddito.

Attualmente il corso ROV è nella fase di organizzazione logistica e di certificazione internazionale.

vai alla pagina del bando OTS


AISI ENTRA IN FEDERPESCA

Nei prossimi giorni AISI, assieme a FEDERPESCA (Confindustria) e le sigle sindacali dei lavoratori del settore pesca CGIL, CISL, UIL e il sindacato di categoria SIOSI, firmeranno il nuovo contratto per il settore. E' un importante traguardo a cui le organizzazioni sindacali stanno lavorando per poter adeguare le condizioni contrattuali alle nuove esigenze di mercato condizionato dalla recente crisi petrolifera. Difatti il comparto ha risentito in maniera particolare della crisi poiché la spesa degli armatori per l'approviggionamento di carburante è lievitata in maniera considerevole negli ultimi tempi. Ciò ha determinato una diminuzione del naviglio operante con le inevitabili conseguenze sui livelli occupazionali diretti ed indiretti, visto il considerevole "indotto" che l'attività della pesca professionale produce.
AISI, per la parte che gli compete, ha inserito nel contratto una nuova figura professionale che, seppur presente a bordo delle imbarcazioni da pesca, non aveva alcun profilo normativo, economico e previdenziale di riferimento e, soprattutto, nessun riconoscimento contrattuale: l'Operatore Subacqueo. Questa funzione a bordo delle imbarcazioni da pesca non è esclusiva e costante... ma non vi è barca da pesca in circolazione che non abbia una "muta" appesa ed un autorespiratore che occasionalmente siano utilizzati da un marinaio che si "improvvisa" sommozzatore per lavori vari alla barca o alle reti. Una funzione un tempo veramente occasionale ma che sta venendo sempre più "emergendo" - è il caso di dirlo - in maniera costante, negli allevamenti di piscicoltura e vivai di mitili: le Fish Farm. In questa ottica il nuovo contratto sarà dotato di procedure adeguate all'ambito operativo, profili per la formazione, l'accesso alla professione, iscrizioni nei registri della gente di mare, livelli di qualifiche e mansioni, retribuzioni etc etc. Inoltre il contratto sarà il battistrada ed il dato di fatto su cui si fonda l'potesi previdenziale a cui AISI sta lavorando: L'INSERIMENTO dell'OTS fra la "Gente di MARE". Questo "profilo" di categoria consentirà ai sommozzatori impegnati nel settore pesca di avere lo stesso status dei marittimi imbarcati sulle unità da pesca. Con gli evidenti vantaggi in termini previdenziali, assistenziali e normativi sia per le aziende che per i lavoratori. Appena il contratto sarà firmato ne sarà data notizia ai media e sarà pubblicato sul sito di AISI e, naturalmente, anche su questo giornale. Chiunque voglia più approfondite informazioni può invare una email a info@assoimpresesub.it


ATTENZIONE AI FURBI E ALLE SCUOLE "PER PROCURA"

Si sta sviluppando nel settore della formazione professionale una nuova figura didattica: la scuola per... procura. si tratta in effetti di un sistema già utilizzato in altri ambiti... commerciali. L'allievo è indotto ad iscriversi ad una "scuola" per seguire un corso professionale ma in realtà il corso si realizzarà non presso la "struttura" ove ci si è iscritti ma in un altro centro... oppure il centro ove avviene la iscrizione lo fa in... rappresentanza di un altra struttura. Tutto regolare se... se non ci fosse il rischio di pagare uno che poi... scappa con la cassa e i soldi versati dal malcapitato non vengono, ovviamnete, inviati a chi poi deve realmente reaalizzare il corso. Sempre che quest'ultimo abbia anch'esso la struttura adatta, il piano didattico coerente e, in ultimo, sia in grado di rilasciare, effettivamente, quella preparazione utile e necessaria ai futuri"OTS" di entrare nel circuito del lavoro. Per questo fine AISI ha realizzato un accreditamento di scuole OTS italiane in grado di rilasciare brevetti e titoli effettivamente presi in considerazione dalle aziende.

allo stato attuale le scuole italiane in grado di realizzare un formazione coerente ed adatta al lavoro subacqueo di interesse delle aziende sono:

  • lE AZIENDE SONO MOLTO ATTENTE ALLA PROVENIENZA FORMATIVA DEGLI OTS. E, pertanto, NON PRENDONO IN CONSIDERAZIONE CURRICULUM VITE DI OTS CHE NON PROVENGONO DA QUESTE SCUOLE.

    Importante, quindi, è fare informazione verso i coloro i quali intendono frequentare un corso professionale OTS mettendoli in guardia verso chi "millanta" e pubblicizza corsi sub professionali anche di tipo sportivo spacciandoli per corsi utili ed adatti all'avviamento al lavoro. AISI ha intrapreso, inoltre, attività di vigilanza affinché non vi siano "truffe" ai danni di inconsapevoli allievi dei corsi sub professionali ed invita gli OTS di "lungo corso" ad attivarsi e a fare informazione anche in ambiente "sportivo" da dove spesso provengono giovani ignari di cosa sia, in effetti, il lavoro subacqueo e la formazione professionale.


  • SCUOLE ACCREDITATE AISI

    C'è un gran fermento didattico oggi in Italia. Certamente il favorevole momento del settore offshore (legato unicamente all'alto costo del greggio) induce molti operatori della formazione a darsi da fare per soddisfare la richiesta di formazione che viene anche dalle aziende ma sopratutto da giovani che vedono nel lavoro dell'OTS una opportunità professionale ed importante per il loro futuro. AISI, in quanto associazione di categoria di impresa è sensibilmente attenta a questo fenomeno. Nel mentre si registrano alcune iniziative formative di sicuro interesse ve ne sono altre che seguono la strada della speculazione ed approfittano della poca conoscenza del settore, da parte dei giovani, per mettere su, alla meglio, strutture didattiche che tutto al più potrebbero soddisfare le esigenze di qualche agenzia didattica ludico-sportiva. Ma certamente non soddisfano gli standar richiesti da un mestiere difficile da imparare in tempi brevissimi, che richiede anni di frequentazione di ambiti operativi per poter essere effettivamente assimilato dai giovani operatori. Che richiede spirito di sacrificio, abnegazione ed adattamento ad ambienti ad alto rischio di infortuni dove norme, regole e comportamenti devono obbligatoriamente seguire standards rigorosi e facenti parte di un bagaglio di formazione professionale.

    AISI, pertanto, ritiene che la formazione professionale sia il maggior punto di riferimento delle imprese per l'approviggionamento di risorse umane di alto profilo in grado di assolvere al ruolo di competitività e qualità che il mercato nazionale ed internazionale del diving richiede.

    Alla luce di questa considerazione AISI intende riconoscere ed accreditare i percorsi formativi di quelle scuole che operano in coerenza con gli standard internazionali IMCA, HSE, EDTC. In questo AISI è convinta di svolgere anche un ruolo di informazione per quei giovani che si avvicinano alla formazione professionale senza ben sapere o conoscere quali sono le cose da imparare e presso quali scuole dirigere la propria attenzione. In molti, recentementem si sono ritrovati ad aver speso migliaia di euro senza avere in cambio quella formazione vera, concreta e necessaria per inserirsi adeguatamente nel mondo del lavoro.

    BONIFICA HAVEN:

    ESPOSTO PER ATTIVITà SUBACQUEE NON CONFORMI
    AGLI STANDARD OPERATIVI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI

    La Smit Salvage di Rotterdam - prestigiosa società nel settore del rescue e salvage - è impegnata nei lavori di bonifica del residuale di idrocarburi, oli e sostante inquinanti sul relitto della petroliera Haven, alle coordinate 044° 22’ 23”N e 008° 42’ 09”E, poco distante dall'imbocco del porto di Genova Voltri.

    La blasonata società olandese ci tratta per quello che forse siamo: degli incapaci.
    Non dobbiamo aver timore di guardarci nello specchio e affermare, serenamente, che gli olandesi sono venuti dalle fredde acque dei Mari del Nord ad insegnarci come, aggiudicatosi un contratto di appalto di bonifica del sito "Haven", dopo che due aziende italiane lo avevano rifiutato perla impossibilità di garantire le clausole contrattuali, sia facile eludere le norme contrattuali ma soprattutto le procedure operative richieste in appalto. Ma soprattutto richieste dagli standard operativi internazionali che pure essi hanno previsto e depositato in apposito documento progettuale e nel POS (piano operativo sicurezza). Ma si sa... fatta la legge.... trovato l'inganno.

    Intanto i lavori sono caratterizzati già da tre incidenti e questo ha obbligato AISI ha presentare un
    esposto alle autorità competenti.
    (clicca per scaricare il documento)

    Come è possibile che per le aziende e gli operatori italiani i controlli e le documentazioni richieste dalle Autorità siano "fiscali" e, giustamente, severi mentre per gli olandesi "si chiude" un occhio... ovvero tutti e due?
    Secondo qualcuno, addirittura, il capitolato di appalto originario è stato modificato ed "adattato" alle condizioni poste dagli stessi olandesi. La domanda è la seguente: perché questi eventuali "adattamenti" - semmai ci siano effettivamente stati - non sono stati fatti quanto ad esperire il lavoro erano stati "chiamati" (perché avevano vinto la gara di appalto) gli italiani?

    Difatti....

    I lavori avvengono in base ad un capitolato di appalto sottoscritto fra la Protezione Civile e la ditta olandese dopo che ben due ditte italiane, la CNS di Avenza e la RANA di Marina di Ravenna hanno rifiutato il contratto ed altre gare di appalto sono andate deserte. Il motivo: il prezzo della commessa (5.700.000 €) è stato ritenuto insufficiente per ricoprire i costi in riferimento alle modalità di esecuzione e garanzia inclusi, in maniera ovviamente vincolante, nel capitolato di appalto. Difatti la procedura operativa - così come è giusto che sia - è quella dell'intervento in saturazione. Inoltre alla ditta aggiudicataria dei lavori era stata richiesta una garanzia di ben 10 anni dopo la bonifica. In poche parole: la ditta avrebbe dovuto assicurare per i 10 anni successivi alla bonifica che nessun agente inquinante contenuto nella nave fuoriuscisse in mare. Come dire.... sarai garante che NESSUNO, nel raggio di qualche kilometro quadrato riversi, casomai nottetempo, un secchio di idrocarburi per i 10 anni successivi alla consegna del lavoro e del relativo collaudo di approvazione di buona esecuzione.

    Per quanto riguarda la "congruità" della cifra messa a disposizione dalla Protezione Civile ci sarebbe da scrivereun trattato...

    Si deve, infatti sapere che per il danno subito dopo lo sciagurato evento ammonta a ben 117.000.000 di € ricevuti dall Stato Italiano dopo molti anni di contenzioso.
    Di questi ben 32 i milioni di € quelli destinati alla bonifica del sito.
    Non si capisce quale sia stato il criterio di determinazione di appena 5.700.000 € quelli destinati alla fase di recupero e bonifica del residuale degli idrocarburi ancora presenti nel relitto. Tale cifra si giustificherebbe solo se i lavori (le operazioni subacquee) avvengano fuori dagli standard operativi internazionali e nazionali. Ed è esattamente quello che sta avvenendo.
    Per questi motivi AISI chiederà la verifica da parte della Corte dei Conti della regolarità delle operazioni di appalto e ovviamente vigilirà affinché le operazioni avvengano secondo scienza, coscienza, buona norma e secondo quanto stabilito dal contratto di appalto. Difatti il pericolo vero è quello che le cose vengano fatte "all'italica maniera" ma dagli olandesi....
    Questo non lo permetteremo. Né che siano italiani né, tantomeno, agli olandesi.


  • CNS è certificata IMCA.

    Un traguardo impegnativo quello raggiunto dalla Cooperativa Nazionale Sommozzatori di Avenza ed il presidente Adolfo Magrin, è ben orgoglioso del lavoro svolto dal suo team composto da sommozzatori, tecnici iperbarci, meccanici, elettricisti, magazzinieri, ingegneri. Un traguardo che non è un punto di partenza - mi ha sottolineato nel volermi fare l'onore di informarmi per primo dell'evento. Conosco personalmente l'impegno profuso dall'azienda nel ricercare la certificazione IMCA e tutta l'energia che è stata necessaria mettere in campo per superare l'audit che le severe e rigide procedure IMCA prevedono e impongono alle aziende certificate.Ma non è un punto di arrivo. E' un trampolino che la CNS ha fortemente voluto per ampliare la propria sfera di intervento e per poter - finalmente - mettere un punto fermo in diverse vicende che la vedevano penalizzata rispetto a realtà certamente valide e forti e verso le quali la CNS ha sempre avuto un rapporto da pari a pari. Basando la proipria capacità di confronto sulla qualità dei propri uomini e dei propri mezzi.

    Nuove frontiere quindi per i "ragazzi" della CNS ed un augurio vivissimo da parte delle aziende associate AISI. Ad onor di cronaca occorre ricordare le altre due aziende AISI ugualmente certificate: Marine Consulting e la Rana. Si sper che anche le altre aziende - ognuna per la propria specificità - presto possano titolarsi della certificazione IMCA. In modo che il diving italiano possa confrontarsi senza più doversi sentire "cenerentola" dei mercati internazionali.


    Maria Chiara Bonazzi firma un interessante articolo su “La Stampa” del 26 marzo scorso. a pagina 15 (estero/la storia).intitolato “I dannati degli abissi”. Il pezzo riporta la vicenda di un gruppo di sommozzatori professionisti che ha promosso causa al governo norvegese in seguito ad un cronico stato patologico derivante da usurante attività subacquea a profondità abissale, non contemplate dalle severe regole e norme vigenti in quel paese.

    Sicuramente è un articolo che rimarca un rilevante fatto di cronaca giudiziaria e, pertanto, merita l’attenzione del “cronista” e del giornale. Quello che, però è altrettanto “notizia”, ma assolutamente ignorato, è che la realtà raccontata dalla giornalista ha un corrispettivo in Italia con aziende ed operatori subacquei che tuttora vivono quotidianamente quel dramma sulla propria pelle e sulle proprie responsabilità.

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    La sicurezza nel lavoro subacqueo su Canale 5

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    L'ASSEMBLEA dei SOCI apre l'associazione ai sommozzatori professionisti con partita Iva.

    Una improtante modifica allo statuto ed ae l regolamento è stata apportata dall'assemblea dei soci AISI al fine i consentire l'adesione all'associazione anche agli OTS muniti di partita IVA.

    In sostanza si è preso atto che la realtà oggettiva del mondo operativo professionale subacqueo italiano è composto da centinaia di sommozzatori e palombari strutturati come prestatori d'opera ed iscritti nei registri IVA. La decisione attiene alla considerazione che la tematica principale e sostanziale di AISI, la sicurezza antinfortunistica, è patrimonio di tutti, aziende ed operatori e, pertanto, è bene che le tematiche interne a tale argomento siano condivise in modo molto ampio. ciò diviene possibile solo allargando la base associativa anche ai singoli OTS che, in questo modo, avranno lo strumento statutario per poter argomentare e articolare proposte in materia di sicurezza e procedure operative.

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    5 marzo 2008 -Assemblea Annuale S

    SOCI AISI

    Il 5 marzo u.s., presso la delegazione API a Lugo di Romagna, l'assemblea annuale dei soci AISI. ordine del giorno era l'approvazione del bilancio consuntivo, l'approvazione del bilancio preventivo e modifiche allo statuto e al regolamento sociale.

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    Emergenza Soccorso in Mare è un giornale che tratta argomenti relativi al pronto soccorso in mare e negli ambienti di lavoro marittimo. Il direttore è il dott. Maurizio De Luca, anestesista e specialista in medicina d'urgenza.
    Svolge la sua attività a Bari. E' docente presso la Scuola Infermieri del Mare presso l'Università la Sapienza di Roma.

    Il ministero degli Interni sta realizzando il "Regolamento per la disciplina del concorso pubblico di accesso alla qualifica iniziale del ruolo vigili del fuoco".

    In tale documento sono previsti dei crediti di punteggio per titoli presentati dagli aspiranti vigili. Fra questi quello di sommozzatore. Il titolo considerato è il possesso di brevetto sportivo rilasciato dal CONI/Fipsas.

    AISI ha inviato una email a vari responsabili del dipartimento Vigili del Fuoco con il seguente testo:

    Con riferimento alla bozza del Decreto Ministeriale “Regolamento recante la disciplina del concorso pubblico di accesso alla qualifica iniziale del ruolo dei Vigili del Fuoco” la scrivente Associazione di Categoria fa rilevare che il requisito di titolo sportivo per i sommozzatori considerato nella bozza (brevetto rilasciato dal Coni/Fipsas) è incoerente con la realtà oggettiva del mondo didattico subacqueo italiano:
    Come la Fipsas altre federazioni sportive afferiscono al “CONI”, tramite gli Enti di Promozione Sportivi, quali UISP,AICS, CSAIN e tanti altri. Fra queste la FIAS, federazione storica e accreditata presso il Ministero degli Interni ed autorevole referente nella Protezione Civile del mondo subacqueo sportivo italiano. La FIAS, inoltre, come la FIPSAS, è riconosciuta dalla CMAS ed i brevetti rilasciati hanno la doppia vidimazione FIAS-CMAS, al pari della Fipsas. Inoltre i corsi didattici della FIAS godono della certificazione ISO 2000.
    Nell’ambito delle RSTC (Recreational Scuba Training Council of Europe) di cui la FIAS, assieme alla FIPSAS è membro fondatore, i vari organismi aderenti (fra questi la CMAS) hanno realizzato univochi standard didattici che equivalgono gli standard minimi di formazione.
    Alla luce di quanto sopra questa Associazione di Categoria chiede di modificare il documento di bozza e di estendere la validità del riconoscimento di titoli rilasciati da TUTTE le organizzazioni didattiche riconosciute dalle RSTC e dalla CMAS, operanti in Italia e nella Comunità Europea, PRIMA della emanazione con D.L. del Regolamento da parte del Ministro degli Interni.

    Ritengo giusto che Chiunque sia in possesso di brevetto, anche sportivo, rilasciato da organizzazione didattica o agenzia di rilevanza "europea" possa partecipare "alla pari" ad un eventuale concorso per vigile del fuoco.

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    Eppur si muove... un piccolo imprenditore si rivolge ad Aisi per denunciare lavori abusivi nel Golfo di Napoli

    Una piccola azienda "artigiana" che opera nel golfo di Napoli ha inviato una email alla segreteria dell'AISI denunciando la difficile situazione nella quale si trova il settore del lavoro subacqueo "onshore" che si realizza nel golfo di Napoli per colpa di "aziende" che non utilizzano tecniche, standard, procedure operative ed attrezzature idonee e necessarie agli interventi professionali. La circostanziata "denuncia" indica luoghi, profondità operative, tipologia di intervento, ditte appaltatrice ed appaltante, coordinate geografiche etc, e solleva un velo sul triste fenomeno dell' abusivismo imprenditoriale che nel settore del diving professionale è molto in voga, prevalentemente e soprattutto in ambito "onshore". E non si tratta di interventi di poco rilievo sul piano delle energie professionali e delle procedure operative necessarie per svolgere il lavoro. L'esposto in oggetto si riferisce, nello specifico, alla sostituzione di una valvola d'intercettazione su un depuratore al largo delle coste di Capri alla ragguardevole profondità di -95 metri . Il lavoro richiederebbe un intervento con le procedure operative della saturazione. Ed ovviamente con il conseguente dislocamento di mezzi ed uomini aventi i requisiti richiesti per tale intervento. Ed invece, si legge, nell'esposto, esso avviene utilizzando le tecniche sportive dell'immersione "profonda" con l'utilizzo, appunto, di sommozzatori "sportivi", non iscritti al Registro dei Sommozzatori e senza l'ausilio del supporto nautico ed iperbarico necessario. E' una pratica, come si diceva, molto usata in ambito "onshore" e non ce ne meravigliamo visto che l'abusivismo "imprenditoriale" cammina di pari passo con il "lavoro nero" e che questa pratica specialmente nel Meridione d'Italia è difficile da estirpare. Ma certamente è molto più difficile "nascondere" queste attività, rispetto alla casistica "terrestre", considerando che questi interventi in mare sono facilmente "diagnosticabili", da parte delle autorità preposte al controllo del territorio, anche per via elettronica. (l'ormeggio stanziale ripetuto nel corso del tempo di una imbarcazione, anche piccola, - sopratutto lungo un tratto di mare "sensibile" quale è quello intersecato da una condotta o da un elettrodotto subacqueo....non dovrebbe sfuggire all'attento radar di motovedette o stazioni di controllo delle autorità marittime che pure quotidinamente "spazzano" il golfo di Napoli). Ebbene nel caso evidenziato dal coraggioso imprenditore avvengono lavori di una certa importanza, praticamente sotto gli occhi di tutti e "nessuno" se ne accorge... Il dubbio - spontaneo - è il seguente: Non è che c'è la tacità complicità di qualcuno....? Noi vogliamo sperare di no. Intanto AISI ha provveduto ad inviare l'infomativa alle "autorità competenti" dandone ampia diffusione alle aziende associate, ai contrattisti, ai lavoratori e, non ultimo, alle aziende concessionarie di lavoro subacqueo. E siamo certi che se le autorità faranno il loro dovere l'esempio del coraggioso imprenditore non rimarrà isolato. E ciò contribuirà a far emergere il cosiddetto "lavoro nero" (progetto tanto propagandato, trasversalmente, dai vari Governi che si sono succeduti in questi anni...)ma, sopratutto, contribuirà a salvare, ne siamo certi, qualche vita umana. considerato che proprio da quelle parti non più di qualche anno or sono ci ha lasicato la vita uno dei tanti sommozzatori "esperti" ma poco tutelato... proprio da una di queste ditte "fantasma"....

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