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Manifesto per una Legge
per la
Dignità delle Attivià Subacquee Italiane

E’ risaputo, l’Italia è il Paese dalle 500mila leggi. Moltissime di queste risalgono addirittura al periodo Giolittiano, altre emanate durante il Fascismo, e mai abrogate. E così a venire. Che ci sia la necessità di “disboscare” l’intrigato impianto legislativo e sburocratizzare il Paese è una necessità che si perde, ormai, nella notte dei tempi.

Ma se taluni settori sono stati in maniera ipertrofica regolamentati con leggi e decreti, altri – all’opposto - sono considerati privi di interesse sociale e pubblico dal punto di vista legislativo e normativo e lasciati a sé stessi in una sorta di limbo dove ognuno si fa regole e norme ad usum delphini.

Fra questi le Attività Subacquee nelle sue varie compagini e applicazioni: sportiva, professionale, scientifica, documentaristica, militare, di controllo del territorio.

Questo settore vanta un retaggio storico di prima grandezza a livello mondiale e oggi consta di milioni di utenti sportivi e ricreativi che sviluppano un indotto di molti milioni di euro fra industrie produttrici di attrezzature, nautica, turismo locale ed internazionale.

 

Questi danno vita, inoltre, a sodalizi ed organizzazioni, agenzie didattiche, volontariato molto attivi sul fronte degli interventi in caso di calamità che contano decine di  migliaia di aderenti.

Centinaia sono le aziende, grandi e piccole che lungo gli 8000 km di costa, nei campi petroliferi offshore, nei porti ogni giorno sono impegnati in operazioni di costruzioni, manutenzione, demolizione di opere, strutture sommerse, etc.

Il comparto scientifico è di prima grandezza con soggetti come CNR, ENEA, Università, Sovraintendenze che hanno personale altamente qualificato che si immerge, in Italia e all’Estero, fino in Antartide, per ricerca scientifica, per la conservazione e recupero di manufatti e reperti archeologici.

Il comparto medico che, partendo dalla medicina subacquea ha sviluppato conoscenze enormi nella terapia iperbarica, diagnosi, che spaziano dalla cura degli incidenti da decompressione alla cura di patologie debilitanti quali le cancrene, l’osteoporosi, le fratture complesse, la cura di ferite difficili etc etc.

Istituzioni militari, come il Com.Sub.In. con le sue diramazioni GOS e SDAI che sono il fiore all’occhiello delle nostre forze armate e che sono esempio di coraggio ed abnegazione tali da essere premiati in contesti internazionali e che partecipano attivamente, quotidianamente, alla sicurezza del Paese ed impegnati in operazioni per la salvaguardia della Vita Umana in Mare.

Enti ed Istituti per il monitoraggio e la tutela dell’Ambiente che impegnano centinaia di uomini e mezzi lungo le coste.

Corpi dello Stato come Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitanerie di Porto che con i loro reparti subacquei assicurano la presenza dello Stato ed il rispetto delle leggi, nonché interventi per il salvataggio di vite umane.

Insomma un intero mondo che “obbedir tacendo” ogni giorno popola il nostro mare (ed anche l’Estero) per compiere il proprio dovere professionale o anche per semplice diletto o per volontariato di servizio a favore dell’Ambiente o agli altri.

Questi milioni di persone sono cittadini al par degli altri ma sono figli di un Dio Minore in quanto l'Italia è l'unico Paese d'Europa che non ha una legge nazionale per la sicurezza nelle Attività Subacquee. Ci sono le Ordinanze di Capitanerie di Porto che in mancanza di un riferimento legislativo nazionale emettono ordinanze locali spesso in contrasto con quelle delle vicine giurisdizioni territoriali e dettate da esigenze talvolta (per fortuna pochissimi casi) condizionate da interessi privati piuttosto che dal comune diritto alla sicurezza. Ogni anno i morti sono decine. Nonostante la grande tradizione che questo settore vanta con nomi, fatti ed eventi che hanno fatto la storia della subacquea a livello mondiale, in tempo di guerra come in tempo di pace.

Dal 1970 ad oggi sono una decina i progetti di legge vanamente presentati da più parti politiche, senza alcun ostacolo di tipo politico. Ma purtroppo mai si è riusciti a legiferare a causa della lentezza dell'iter e il sopraggiungere della fine delle legislature.

Una legge nazionale è necessaria per salvare altre vite umane e per dare dignità di settore ad una delle più significative attività che caratterizzano l’Italico Stivale e le sue migliaia di chilometri di costa.

Si chiede, pertanto, che il Parlamento ed il Governo si adoperino affinché anche l’Italia sia dotata di una Legge per la Disciplina delle Attività Subacquee che dia chiarezza di ruoli, requisiti, competenze al pari delle altre nazioni dell’Europa.

sottoscrivi il manifesto inviando una email di adesione a
info@assoimpresesub.it

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AISI - Associazione Imprese Subacquee Italiane
Award 2012 Accademia Internazionale delle Scienze e della Tecnica
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Award 2012 International Academy of Sciences and Technology of the Sea
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