La  formazione professionale all'Estero.

Si deve oggi considerare che le qualifiche e le certificazioni professionali di organizzazioni internazionali (AODC, ADC international, IMCA, HSE) non accettano la equivalenza degli attestati di  formazione subacquea militare (giudicati invece sufficienti e validi per la iscrizione al registro dei sommozzatori in servizio locale, DM 13.01.1979) per i quali impongono una formazione integrativa e aggiuntiva che comprenda gli argomenti e gli aspetti tipici e caratteristici dell’intervento industriale in altura. HSE UK (Health and Safety Executive del Regno Unito) da non confondersi con i vari dipartimenti e servizi HSE (Health Safety Environment) che gestiscono gli aspetti di sicurezza presso le grosse aziende ha preso il posto del DOE (Department of Energy) che alla fine degli anni 70 codificò i criteri formativi e certificativi degli operatori subacquei nell'industria. 

 A proposito di acronimi e di sigle - di cui gli anglofoni fanno un grande uso - c'è da dire che HSE inglese, così come qualsiasi altro organismo governativo straniero, NON ha alcuna facoltà di apporre sigle, firme e timbri sotto attestati e brevetti rilasciati in Italia. Ai sensi del Trattato di Lisbona, tutti i cittadini europei hanno libertà di operare nel territorio comunitario. A patto che il titolo professionale acquisito sia legalmente riconosciuto nel paese di origine. Quini HSE inglese NON ha facoltà di riconoscere scuole di un'altra nazione. 
Semplicemente riconosce al cittadino di un paese membro della UE di poter operare nel proprio territorio previa esibizione alle autorità del titolo professionale ed equivalente conversione nel corrispondente titolo inglese.

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E dato che in Italia nessun organismo governativo, si è incaricato di realizzare standard didattici adeguati alla richiesta del mercato, ma solo al rilascio di un generico ed omnicomprensivo titolo di "sommozzatore", ovvero Operatore Tecnico Subacqueo, ecco che molti sono costretti ad emigrare per poter acquisire i livelli di qualifica richiesti dal mercato e dalle regole contrattuali che vigono in molti cantieri offshore.

 Fra le Regioni che meglio hanno interpretato la necessità di un sillabus chiaro e coerente con le necdessità dell'avviamento e dell'inserimento delle risorse umane nel contesto del mondo del lavoro nazionale ed internazionale spicca la Regione Emilia Romagna. Difatti essa ha ben delineato nel

Repertorio Regionale delle Qualifiche la figura dell'Operatore Tecnico Subacqueo.

La delibera regionale che istituisce tale processo di qualifica e valutazione è stata adottata per omologare il titolo rilasciato in Italia agli standard adottati anche da HSE inglese. Tale processo è avvenuto in seguito a contatti ed incontri che si sono realizzati in ambito 

EDTC (European Diving Technology Committee)

di cui AISI è membro in rappresentanza delle Aziende Italiane di settore.


 

 

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