La situazione della Formazione professionale 
degli OTS  in Italia e all'Estero

  • Prima del 1979 la formazione degli operatori subacquei era considerata d’origine militare e cioè palombari e sommozzatori della Marina Militare.
  • Il DM 13.Gennaio 1979 dell’allora Ministero della Marina Mercantile istituì la figura del “sommozzatore in servizio locale” per affiancarla, differenziandola adeguatamente, alla figura del “palombaro in servizio locale” già istituita dal Codice della Navigazione (articoli 114 e 116) approvato con Regio Decreto n. 327 del 30.03.1942 e dal relativo regolamento di esecuzione (articoli 204 e seguenti) approvato con DPR n. 328 del 15.02.1952.
  •  Il Regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione Marittima all’articolo 204 specifica la attività dei palombari in servizio locale e le caratteristiche delle imbarcazioni di appoggio e delle attrezzature di supporto (ad esempio pompe e compressori), che devono avere certificazione RINA.
    All’articolo 205 viene istituito e specificato il registro dei palombari in servizio locale e vengono definiti i requisiti per l’iscrizione allo stesso. In particolare, al punto 6 del primo comma, viene posto come ultimo requisito: “avere effettuato un anno di navigazione in servizio di coperta o avere prestato per lo stesso periodo, servizio nella Marina Militare in qualità di palombaro”. Tale decreto non è mai stato abolito o sostituito da altri dispositivi o ordinanze. (il DM 13.1.79 istituisce la categoria dei sommozzatori ad uso locale... ma non abolisce la figura del Palombaro o ne abroga il libretto di ricognizione necessario per operare in ambito portuale)

    Se ne desume che ancora oggi chi è dotato di libretto di navigazione e può documentare un anno di imbarco in servizio di coperta, con la qualifica di marinaio, magari a bordo di un peschereccio o di un mezzo navale minore, può richiedere e ottenere l’iscrizione al registro dei palombari  pur non possedendo alcuna attestazione o certificazione di formazione professionale specifica. Al contrario del sommozzatore che DEVE aver frequentato un corso professionale riconosciuto dallo Stato o aver acquisito il brevetto in ambito militare e/o del ministero degli interni.

    E’ chiaramente una situazione di carenza legislativa e normativa generata da una vacatio legis che, all’epoca, mirava a consentire la formazione e l’inserimento professionale come palombaro a quanti, pur non provenendo dalla Marina Militare, avevano seguito un effettivo e adeguato processo pratico di addestramento al seguito di qualche palombaro esperto, unica via in assenza di scuole riconosciute per palombari civili o commerciali.

continua....

 

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