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PREMIO SAN PAOLO 2016






Il referendum del prossimo 17 aprile sulle concessioni governative per le attività offshore in Italia corre il rischio di ripetere quel che è successo con il nucleare. L'Italia ha rinunziato a costruire sul proprio territorio centrali nucleari e poi ne abbiamo a centinaia ai confini con la Francia e la Germania e - oltretutto - siamo costretti a mantenere in vita le nostre vecchie centrali che continuano a contenere nuclei di uranio attivo ma senza produzione di energia. Un controsenso che ci costringe a comprare energia elettrica dalla Francia. energia che la Francia produce con centrali Nucleari. Fu frutto questa scelta di una campagna propagandistica "ecologistica" scellerata e clericale non contrapposta ad una altrettanto efficace informazione da parte dei sostenitori della necessità di rinnovare e costruire centrali nucleari di nuova generazione. Più efficaci e molto, molto più sicure di quelle attuali. Che hanno smesso di produrre ma non hanno smesso di essere quel potenziale pericolo paventato dai sostenitori del No al Nucleare. Stessa cosa sta per succedere con il NO alle Trivelle. Intanto è da specificare che il settore delle "trivelle" in Italia riguarda installazioni già esistenti, con piattaforme, impianti, sealine, terminali già installati e funzionanti. Che le piattaforme in adriatico e mare ionio producono gas e poco petrolio. 
Che in oltre 60 anni di attività "estrattiva" nessun incidente "inquinante" ha interessato le strutture offshore italiane. Che nella vicinissima Croazia avvengono e continueranno ad avvenire perforazioni che potrebbero, in caso di abbandono da parte dell'italia, arrivare a "succhiare" gas anche dai pozzi italiani. Mediante la tecnica della perforazione obliqua. Cioè immettendo le trivelle non in verticale ma con una inclinazione di oltre 45° ed in grado di arrivare, in maniera appunto obliqua, a molti chilometri di distanza dalla verticale della torre di trivellazione. 
Ed ecco i motivi per cui, prima di votare NO, occorre riflettere ed essere informati:

1 - il referendum non deciderà nulla sulle nuove "trivelle" (in realtà correttamente s'intende per nuove perforazioni) ma riguarda la durata delle concessioni già in essere,e relative ad aree in mare aperto e comunque entro le 12 miglia dalla costa dove ci sono già piattaforme di estrazione di gas metano in alcuni casi da più di 30 anni.

2 -il referendum, qualora si raggiungesse il quorum, andrebbe a determinare la cessazione immediata delle attività di estrazione alla scadenza delle concessioni, tipicamente di durata trentennale, anche qualora sotto ci sia rimasto ancora un ingente quantitativo di gas.

3 - in pratica con già tutte le strutture fatte, i tubi posati sul fondo del mare e senza dover fare nessuna nuova perforazione, saremmo costretti a chiudere i rubinetti delle piattaforme esistenti da un giorno all'altro rinunciando a circa il 60-70% della produzione di gas nazionale (gas metano stiamo parlando e non petrolio). Non potendo da un giorno all'altro sopperire a questo fabbisogno con le fonti rinnovabili il tutto si tradurrebbe in maggiori importazioni ed incremento di traffico navale (navi gassiere e petroliere) nei nostri mari, alla faccia dello spirito ambientalista che anima i comitati promotori e con sostanzioso impatto sulla nostra bolletta energetica.

4 - il referendum non fermerà le "trivelle" nelle tremiti, non ci sono e mai ci saranno trivelle nelle tremiti. Si trattava di un permesso di prospezione e studio, ben oltre le 12 miglia dalle tremiti e comunque non più in vigore vista la rinuncia della compagnia interessata.

5 - il referendum non fermerà la “petrolizzazione” dell'Italia come qualcuno vuole far credere, riguarda infatti le aree marine entro le 12 miglia dalla costa dove geologicamente si sono accumulati solo giacimenti di gas metano, quello che, ricordate, ci da una mano, perché tra i combustibili fossili quello meno inquinante e recentemente riconosciuto dall'unione europea il BRIDGE ovvero quello che ci porterà avanti nella transizione verso le rinnovabili per i prossimi 30 anni. Quindi non sarebbe uno STOP al petrolio, che in Italia viene estratto quasi esclusivamente a terra, in Basilicata, ma uno stop al gas, ovvero a quella fonte energetica pulita la cui introduzione ha portato storicamente alla riduzione dell'uso del carbone.

6 - Le trivelle (impianti di perforazione) non uccidono il turismo. La maggiore concentrazione di piattaforme in Italia si ha davanti alla riviera romagnola che storicamente è anche la zona con maggiori presenze turistiche; estrazione di gas e sviluppo della costiera romagnola sono andati avanti di pari passo dagli anni 60 ad oggi. Viceversa regioni senza" trivelle" e che si preoccupano tanto delle "trivelle" hanno spiagge fatiscenti, depuratori non funzionanti e discariche abusive nel bel mezzo dei parchi naturali. Farebbero bene a preoccuparsi di quello.

7 - L'estrazione di gas dal mare adriatico non provoca terremoti, c'è un rapporto ufficiale ISPRA (Istituto Superiore Protezione Ambiente) che lo certifica. Chiunque afferma diversamente afferma il falso e non conosce la geologia del mare adriatico. Infatti nel nostro mare i sedimenti, sabbie ed argille, in seguito all'estrazione del gas, si deformano plasticamente, e la deformazione plastica è l'esatto opposto dei meccanismi di rottura dei terremoti. In tal caso sarebbe utile farsi spiegare cosa è una zona "Mineralizzata a Gas"; tutti si aspettano grandi caverne..in realtà si tratta di rocce calcaree nella cui porosità è intrappolato i gas (stesso dicasi per il petrolio)

8 - Un esito positivo del referendum avrebbe impatto devastante sull'economia di alcune regioni, nella sola emilia romagna 6000 persone perderebbero il lavoro in 2 anni.

9 - Tutti vogliamo un mondo più pulito, le rinnovabili sono il futuro, non ancora il presente, occorre un congruo periodo di transizione perché affondare il sistema gas oggi senza avere ancora una valida alternativa non è intelligente né da un punto di vista economico né per la tutela dell'ambiente.

Ultimo, ma non ultimo, il settore offshore italiano è una delle eccellenze in termini di esperienza, new know, occupazionale diretto e di indotto.




PREMIO SAN PAOLO 2015

PREMIO SAN PAOLO 2015

OMC RAVENNA 2015

Tavola Rotonda sul tema:
"La gestione delle risorse umane nel diving industriale: competenze, formazione, operatività nazionale ed internazionale".

Pala de Andrè - Ravenna
ore 16,30  - hall 2 k6











PREMIO SAN PAOLO 2014

Il Premio San Paolo 2014 
per
CONTRIBUTI ALLA SICUREZZA E ALLO SVILUPPO INDUSTRIALE
NEI LAVORI SUBACQUEI

è stato conferito
all'ing. Enrico Buffa
Chairman & Technical Director of Rana Diving spa

La cerimonia di consegna del premio è avvenuta presso il Santuario della Madonna di Castagnola a Bigliolo (Ms) 
il 29 giugno 2014 alle ore 17.


WORKSHOP CNR
Roma 9 giugno 2014










Premio San Paolo 2013

Alla sua Seconda Edizione il Premio San Paolo 2013 ha inteso conferire il riconoscimento a personaggi che operano nel settore dei servizi subacquei offshore e portuali che si sono distinti, nel corso degli anni, per la loro attività professionale, culturale, di internazionalizzazione del know how italiano avendo come base fondamentale la sicurezza e la qualità del lavoro subacqueo.

Questi i premiati del Premio San Paolo 2013:

  • Alessandro BOSCO (General manager RANA DIVING SpA)
  • Dino PASSERI        (Fondatore DRAFINSUB SrL)
  • Maurizio CHINES    (Responsabile Diving SAIPEM SpA)

Messina: Convegno su Portualità e Sicurezza.

Il nostro socio Pippo Arena, amministratore di Arena Sub srl, ha partecipato al Convegno che si è Tenuto a Messina su Portualità e Sicurezza. Dopo il luttuoso evento di Genova, che ha visto la morte di 7 fra militari ed operatori portuali, la sicurezza negli ambiti portuali diviene di tragica attualità. Le riflessioni di Pippo Arena servono, tra gli altri, quale sprono e monito ad elevare la professionalità e la qualità dei servizi portuali ai fini della sicurezza di tutti.

pippo arena
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l'intervento:


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accademia

Assegnato ad AISI l'Award 2012 dell'Accademia Internazionale delle Scienze e della Tecnica Subacquea. La consegna del riconoscimento avverrà il 13 ottobre prossimo presso il Salone Internazionale della Nautica di Genova.

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ASSOCIAZIONE IMPRESE SUBACQUEE ITALIANE

  • Fondata nel 2000, l'Associazione Imprese Subacquee Italiane, con l'obiettivo di realizzare un organismo associativo in grado di rappresentare le esigenze di tutti coloro che operano per i servizi ed opere nel settore degli interventi subacquei. 
  • La necessità di uno standard operativo in grado di essere strumento di consultazione e applicazione di norme per la sicurezza delle persone e delle cose impegnate in operazioni subacquee ed iperbariche è stato il fondamento basilare della fondazione di AISI. 
  • Dal 2000 ad oggi, AISI è divenuta il punto di riferimento presso le aziende, gli operatori e le stesse istituzioni governative, di una cultura della prevenzione degli infortuni.
  • AISI è impegnata a livello nazionale ed internazionale per la unificazione degli standard operativi e per la omologazione degli standard didattici formativi italiani a quelli riconosciuti validi in tutto il mondo per la operatività nei mercati della subacquea industriale e commerciale.
  • AISI promuove il miglioramento della qualità, salute, sicurezza, standard ambientali e tecnici attraverso la pubblicazione di note informative, codici di condotta e con altri mezzi appropriati.
  • I membri di AISI adottano le linee guida emanate dall'Associazione  o da quelle emanate da organismi nazionali o internazionali a cui AISI aderisce.
  • I soci AISI Si impegnano ad agire come membri responsabili seguendo linee guida e sistemi di qualità per la efficacia produttività dei servizi resit ai clienti.
  • AISI adotta iniziative atte a elevare la sicurezza nei luoghi di lavoro indipendentemente dalle strategie imprenditoriali degli Associati. Per questo fine AISI, rispetto ai soci, è sottoposta al solo rispetto dei dettami dello Statuto dell'Associazione.
  • I Soci si impegnano a determinare condizioni di concorrenza leale e di rispetto del codice deontologico inteso nello Statuto dell'Associazione.

Norma UNI 11366 nel decreto liberalizzazioni: cosa cambia nel mondo del lavoro subacqueo.
sviluppoeconomico

CON IL PATROCINIO
DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

e con il PATROCINIO di


Norma UNI 11366 nel Decreto Liberalizzazioni
Cosa cambia nel mondo del Lavoro Subacqueo Italiano

presso il Ministero
dello Sviluppo Economico
Sala del Parlamentino
via Molise, 2
Roma
venerdì 21 settembre 2012
ore 10



Programma_convegno_21sett2012.pdf

Il comunicato stampa del Convegno

CONVEGNO CON IL PATROCINIO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO 
e con IL PATROCINIO DI UNI

Affollato e di alta qualità, sia nei relatori che nel pubblico, il convengo che si è tenuto il 21 settembre a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico su " Norma UNI 11366 e Decreto Liberalizzazioni,cosa cambia nel mercato del lavoro subacqueo". 

Hanno partecipato:
 il Direttore Generale del Ministero dello Sviluppo Economico, ing. Franco Terlizzese, il presidente di AISI, Adolfo Magrini, 
la professoressa Eld
a Turco Bulgherini, docente di Diritto della Navigazione dell'Università Tor Vergata di Roma, 
Esentato Giovanni, Segretario dell'Associazione Imprese Subacquee Italiane, 
ing. Alberto Simeoni, Responsabile sede Romana di UNI, 
Ammiraglio di Divisione Mario Caruso, Comandante del Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare, in rappresentanza dello Stato Maggiore della Marina Militare, 
l'Ammiraglio Pietro Verna, capo del 2° Reparto del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, in rappresentanza del Comando Generale della Guardia Costiera, 
il dott. Pietro Altarocca, coordinatore generale INAIL-CONTARP, 
l'Onorevole Aldo Di Biagio, già relatore del Progetto di legge unificato 344 sulla Regolamentazione delle Attività Subacquee, 
l'on. Luigi Muro, neo relatore del progetto di legge 344, 
on. Mario Cavallaro, membro componente della Commissione Giustizia, 
l'ing. Orlando Pandolfi, esperto di processi di qualità ed internazionalizzazione, consulente AISI, 
dottoressa Rosaria Marinaccio, del Istituto Commercio Estero per il settore Oil&Gas,
il dott. Pasquale Longobardi, direttore sanitario del Centro Iperbarico di Ravenna, ing. Gabriella Mancin dell'Inail, esperta cin tecnica di accertamento rischi e prevenzione, 
comandante dott. Maurizio Chines, responsabile attività subacquee della SAIPEM,
Sergio Polito presidente del Settore Società Fornitrici di Beni e Servizi di ASSOMINERARIA, 
dottoressa Fedora Quattrocchi, responsabile unità funzionale dell'Istituto di Geofisica e Vulcanologia, 
ing. Remo Bedini Istituto di Fisiologia Clinica del CNR & Centro Extreme della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, 
dott. Franco Capodarte, già direttore dei Servizi Subacquei della RAI, segretario generale dell'Accademia delle Scienze e Tecniche Subacquee, 
ing. Fulvio Revello del Registro Navale Italiano, responsabile Products-Personnel-Processes.

I lavori si sono sviluppati sulla Norma UNI 11366 e sul Decreto Liberalizzazioni che l'ha resa obbligatoria nei lavori subacquei in ambito offshore. Si è sviluppato, quindi, una tematica sulle implicazioni normative, legislative e di sviluppo industriale che tale, importantissima norma, ha ed avrà sul mercato del lavoro subacqueo in italia e nel mondo. 
I lavori che si sono sviluppati in un crescendo di interessantissime relazioni  che hanno visto il vivo interessamento e partecipazione di tutti i convenuti fino alle ore 18. Ben oltre quindi i tempi previsti nel programma. 
Un momento storico per il diving italiano nel quale tutti i relatori hanno concordato che dotare l'italia di una norma sulla sicurezza nei lavori subacquei è stato ed è una svolta fondamentale anche nei rapporti fra Istituzioni e mondo del lavoro subacqueo. 
Da questa pagina un sentito e riconoscente ringraziamento a tutti i convenuti per aver saputo dare al convegno un alto profilo di qualità, di proposte ed idee che nei prossimi mesi troveranno applicazione e proseguimento. In una nuova stagione destinata a far crescere il lavoro subacqueo nell'ottica del Made Italy nel Mondo.

Gli abstract e il video del convegno saranno presto pubblicati sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico e sul sito di AISI.

Dal Decreto Liberalizzazioni una svolta
per il Diving Professionale ed Industriale italiano

 Le attività di cui all.’articolo 53 del decreto del Presidentedella Repubblica 24 maggio 1979, n. 886, sono svolte secondo le norme vigenti, le regole di buona tecnica di cui alla norma UNI 11366.

(scarica file pdf della Gazzetta Uficiale



 

AISI - Associazione Imprese Subacquee Italiane
Award 2012 Accademia Internazionale delle Scienze e della Tecnica
AISI- Italian Diving Enterprises Association
Award 2012 International Academy of Sciences and Technology of the Sea
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